Lasso di grigi ciel e lunghi 'nverni
- g.provenzale

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Lasso di grigi ciel e lunghi 'nverni,
di tempi amari d'oscuri patimenti
- già il terzo mese declinando stava -
con il falcone, sol ala che l'intende,
move a' cammino nuovo e nel silenzio
s'inoltra de la caccia, buio alle spalle
lascia e, nel buio, prudentement'incede.
Al son del calpestìo s'umide foglie
ogne respiro di selva ora gli parla,
indi 'l viandante ne respira attento
voci che dire umane non saprebbe,
sì paion spirti quei turbini danzanti
parenti a l'aria e genitor dei venti,
mille quiete procelle suscitando.
L'un dopo l'altro il nome suo confessa
per ricrear parola, già ch'ove giugne
qual gradito invasor trova quartiere
chi la promessa del crear mantiene,
sì le difese del bastïon sorprende
pur se d'esser sorprese fur in attesa
da rime amiche entro la mente assise.
E quel viandante, qual falco, pellegrino
da' cori, voci, mari e venti ascolta,
parlando a gentil cor da' cor gentile,
mirando e rimirando, da allora 'l passo
novo non arresta, e, nel vagare, creazione
sua alimenta ch'a un bel crear conduce,
quando da altrui fucìna il verbo inventa.
Sera. Elettrica bufera ora s'attarda,
spuma s'avvolge fiera sugli scogli
e - guarda! - nella forma li modella,
paiono i secoli che li fanno molli
di mano al tocco e docili in tempesta,
ma solo al guardo de li sguardi antichi
dai cercator di perle sconosciuti. Buscador de rimas 31/03/a.D. 2026
Immagine reperita in rete, modificata dall'autore.




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