Giunto dal ciel qua giù a squarciar l'estate
Giunto dal ciel qua giù a squarciar l'estate
*s'approssima il lampo e prende 'l campo
di fosca notte di presso poi silente,
ma v'è dei merli logoràti a guardia
la sentinella che i pur ozïosi sensi
distende in vista di fulgidi messaggi.
E novi gl'occhi sì girano a l'intorno
uniti ai nembi i sensi ad inspirare
dolce tempesta venuta per incanto
mescendo aromi in lagrimata terra,
ché nutre d'aria vitale, elettrizzante
mentre sì chiara d'acqua il cor dilava.
Ora il fulgor del lampo tutto prende
da l'occhi al core e in fino ne la mente,
sì la memoria n'illumina, n'ingombra
e 'l passo move con il deserto a retro,
vòlto a quel lampeggiar nella frescura
- che - face mi sia pur in sentier ascoso. Buscador de rimas 14/07/a.D. 2026
* Questi versi possono essere letti in un dialogo a distanza con quelli di "Avvenire", lirica di Takeshi Yanagisawa che inserisco qui di seguito nella traduzione italiana di L. Magnino. La luna si fa più distinta, la neve cessò di cadere:
in gelida mossa serrati
dovremo noi sempre restare?
S'approssima nuova tempesta:
guardate: nel pallido cielo
un fulgido lampo è passato! Immagine dalla rete, modificata dall'autore.




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