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Giunto dal ciel qua giù a squarciar l'estate

15 lug
Tempo di lettura: 1 min

Giunto dal ciel qua giù a squarciar l'estate

*s'approssima il lampo e prende 'l campo

di fosca notte di presso poi silente,

ma v'è dei merli logoràti a guardia

la sentinella che i pur ozïosi sensi

distende in vista di fulgidi messaggi.


E novi gl'occhi sì girano a l'intorno

uniti ai nembi i sensi ad inspirare

dolce tempesta venuta per incanto

mescendo aromi in lagrimata terra,

ché nutre d'aria vitale, elettrizzante

mentre sì chiara d'acqua il cor dilava.


Ora il fulgor del lampo tutto prende

da l'occhi al core e in fino ne la mente,

sì la memoria n'illumina, n'ingombra

e 'l passo move con il deserto a retro,

vòlto a quel lampeggiar nella frescura

- che - face mi sia pur in sentier ascoso. Buscador de rimas 14/07/a.D. 2026

* Questi versi possono essere letti in un dialogo a distanza con quelli di "Avvenire", lirica di Takeshi Yanagisawa che inserisco qui di seguito nella traduzione italiana di L. Magnino. La luna si fa più distinta, la neve cessò di cadere:

in gelida mossa serrati

dovremo noi sempre restare?

S'approssima nuova tempesta:

guardate: nel pallido cielo

un fulgido lampo è passato! Immagine dalla rete, modificata dall'autore.



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