Di tanto in tanto
Giorno come la notte, alba pare
tramonto; dal faro, s'un irsuto scoglio,
frutti e flutti sgradevoli d'intorno
son carta da parati d'un albergo.
Smemorato guardiano della luna,
circondato da l'ampolle di Rolando
il sole sogna, ma vive un firmamento
di stelle che si cadono soltanto.
E pur, di tanto in tanto, ancor in questo
tempo, al tepòr d'una rima si riscalda
d'un core almeno la parte profonda,
è la poesia che in bimba la ritorna.
E ben, di tanto in tanto, ancor in
questo tempo - sol per il battere
d'un tocco e d'un rintocco - in giusta
sede il verbo elegge ostello.
Tanto pensò un poeta nel definir lo Scopo
folle da perseguir in ogn'altro loco;
poi disse: - Facta sunt!
È la parola in fin che si trasforma
e più retro alla penna non ritorna.
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07/08/a.D. 2026
Immagine: Musei Capitolini (Roma) il globo obelisco (foto F. Severi).




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