Di greche morbidezze o bizantine
- g.provenzale

- 21 apr
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A Bisanzio
Di greche morbidezze o bizantine
cantàro e scrissero romani e normanni,
stanchi di navi e sale, marce e brine
a respirar 'l cangiar dell'ore in anni,
e di cannella e cedri, incensi e sguardi 5
come non trapuntar bei vestimenti
e ' velli coperti, da pelli di lion e di leopardi.
Gonfie le vele ai venti van i bastimenti,
contr' al corso del ciel* van ad Oriente,
s'industrian i viaggiatori genovesi 10
e il venezian tien pronto l'occorrente,
sì che il tornar più che l'andare pesi.
La Città Sacra splende d'ori, e attende
e parimenti attendono nel vico le etère,
devote ne l'abbraccio di ch'intende 15
un'arte ch'è contemplata nelle sfere
e nelle tessere smaltate dei tuoi occhi
quando l'incendia l'astro nascente di Levante;
Santa Sofia risuona, sapienza dei rintocchi,
salva fin il giudeo, ristora il mendicante; 20
poi, fra mosaici pazienti e oro brillanti,
fronte al tramonto cui 'l Guiscardo brama,
s'accompagnano a notte in fin gli amanti
ché fin gl'argenti ne rispecchiano la trama.
Giunta è la notte in dolce primavera, 25
annega 'l sole nel mar che par d'assenzio,
ma più non tace d'aedi quando è sera
l'antica cetra ch'ora è legno per Bisanzio,
sì contr' al corso del ciel s'apprende ancora,
ratta sì a l'Occaso s'attarda nuovamente 30
qual bocca d'oro ch'a l'anime ristora,
conquista e riconduce a' etterno Oriente.
Buscador de rimas 21/04/a.D. 2026, Natale di Roma *L'emistichio "contr’ al corso del ciel..." (citazione ripetuta, preceduta dal "sì", nell'ultima quartina, verso 29) è tratto da Paradiso VI, 2. Immagine reperita in rete e modificata dall'autore.




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