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Son de l'autunno prole

28 set
Tempo di lettura: 1 min

Son de l'autunno prole

i canti di settembre,

e son dell'aria correnti

profonde e d'acque

tempestose son le onde

e fochi son nei campi,

in fra le tende.

Radici di sotterra le parole

dicon di grembo

fertile d'amante,

e quando nunzian strale

- dentro alla freccia -

portano lieto il nettare

del core risanante.

E sono ispide foglie,

verdi pareti di secolare

tronco rampicante,

fregian i carmi e, qual dita

delicate, sfioran sapienti

e lievi corde d'oro,

son lì a servire l'arpe radunate.

Sauri sfrenati a disperdere

le zolle, dalle narici umide

e mosse dal tremor poi sono:

oh lingue al volgo ignote!

Recano l'eco seco

d'un galoppo a sera

di quella che parea l'ultima estate.


Buscador de rimas

28/09/a.D. 2026

Liberamente ispirata a "Le stirpi canore", da "Alcyone" di G. D'Annunzio.


Dipinto, uno degli "Equine nude" di Benedicte Gelé.




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