Non delle parole curandosi
Non delle parole curandosi
ma nel sentir de' sensi fidando,
l'eroe il quesito solse ch'era strano
dal nucleo del cor suo non lesinando.
Nuvole sparse, qual rime ritrovate,
non fanno velo al sole di settembre,
egli alla notte sorrise certamente
sì a l'apparir dell'astro è illuminata.
Se joco vòi chiamarlo ognuno rischia,
leggero appar l'azzardo della zara*
che pur l'omini vinti condannava
a ripensar le volte en la partita.
Son cori e menti andati e viventi,
lucerna che n'allumina la strada
che a riposar d'accanto ora n'invita
qual polvere di ferro a calamita.
Buscador de rimas
25/09/a.D. 2026
*Il gioco della zara è un gioco d'azzardo con i dadi, che si svolgeva per lo più in strada, molto in uso durante il Medio Evo; viene, tra gli altri, menzionato da Dante (Purgatorio VI, 1-9) e Ariosto (Satire, I, 120).
Dipinto di Nicolas Tournier: "Giocatori di dadi".



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