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Frescura n'abbisogna

Frescura n'abbisogna.

Venuti, qui, di lontano

è qui che stabilirci vogliamo:

ne la radura, amante la zampogna,


sì prossimo a l'origine ci pare

quel ch'in ignoto spazio s'è schiarito,

neppur Adamo pò aver nominato

d'illuminato diradarsi 'l diradare.


Ma, della Rosa la ragion amando

di mille idiomi a lei recam corona,

lei che non bada d'essere padrona

ché pur nel suo sfiorir sfiorì fiorendo.


Lei che d'essere delizia non si cura:

È ! ...a noi abbisogna al sole la frescura. Buscador de rimas

26/04/a.D. 2026


Per maggiore chiarezza, questi versi andrebbero associati ad un noto distico su la Rosa di Angelus Silesius (1675 ca.), a volte titolato Ohne Warum ("Senza perché"), e contenuto nell'opera Cherubinischer Wandersmann, ("Il pellegrino [o Il viandante] cherubico"), Libro I aforisma 289.

Si tratta di rime che, fra gli altri, suscitarono l'interesse poetico di Martin Heidegger (cfr. "Lettera sull' 'umanismo'"), in una lettura che ho qui particolarmente apprezzato e di cui mi ritengo debitore.

Allego in calce una mia personale traduzione in rima dell'aforisma 289 di Silesio, seguita dal testo originale tedesco. SENZA PERCHÉ

Senza perché è la Rosa: fiorisce ché fiorisce

Non considera sé, non chiede, a l'essere veduta non ambisce. OHNE WARUM


Die Ros ist ohn Warum: sie blühet, weil sie blühet

Sie acht nicht ihrer selbst, fragt nicht, ob man sie siehet.


Johannes Scheffler - Angelus Silesius (Silesio)

Fotografia di @Mysia (2026).



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