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Del gorgheggiare lento che precede

3 giu
Tempo di lettura: 1 min

Del gorgheggiare lento che precede

si colleziona novo brusio ne la frescura,

la carta si fa ruvida, vien dura,

candida spera quanto ancor non vede.


Punte fatali, saette avvelenate

qual folgore a squarciar il firmamento

e n'è più amar il taglio ed il lamento

ché mano nota l'ha a modo acuminate.


Fuggite da' sogni stessi proclamati

confuse in fra le trame del bosco

corron al folto, e più non riconosco,

d'allegre ninfe i sembianti delicati,


chiare parole ora lontane e fiacche

accorda, memoria d'abbracci lontani,

a l'occhi soltanto ritorna, e a le mani

che del sambuco chiesero le bacche.


Ora, vele bianche rivolte a l'orizzonte

miran la spiaggia d'una Grecia eterna,

vien notte a bordo, già regna la lanterna

pur ch'a lo scoglio non si ceda in fronte.


Antichi legni ancor solcano i mari,

rapsodo cieco non vende la sua lira

ché cangiata in baston regge e respira

anch'i silenzi che mai non furon rari,


sa che la Musa non lesina la vista

a chi ad ella sa offrir sé a la conquista.


Buscador de rimas

01/06/a. D. 2026


Dipinto di Ivan Ajvazovskij: "Pescatori sulla riva".



2 commenti


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